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Chi Siamo

Spesso mi son sentita e mi sento chiedere perche’ la mia vita ruoti attorno ai miei cani, o perché mi sia nata questa passione e amore smisurati.

La prima volta che mi trovai di fronte a una di queste domande mi bloccai e la mia mente, dentro di me, si chiese: “come fa certa gente a vivere senza cane?”.
Già, perché fortunatamente, non ho passato neppure un minuto della mia vita senza almeno un cane al mio fianco.

Le prime parole che le mie orecchie udirono, oltre alle voci di mamma papà e parenti, furono gli abbai di Mirko, il nostro pastore tedesco di casa.
Man mano che il tempo passava e io crescevo ogni esperienza di vita che ognuno di noi ha vissuto io l’ho assaporata con a fianco un fantastico amico a quattro zampe.
Dai primi passi aggrappata a Mirko, alle prime cadute in bicicletta vicino a Lola, alle partite fra amichetti nel cortile di casa con Sen.

Ogni periodo della mia vita è stato accompagnato da un amico speciale, indimenticabile e unico, che ha lasciato un segno indelebile dentro di me.

All’età di 6 anni alla famiglia e a compagnia di Lola (un Drahthaar femmina dal carattere unico, speciale e ineguagliabile) arrivòArgos, un maschio di Rottweiler di 2 mesi e qualche giorno.
Ancora ricordo come era buffo e strano veder quel batuffolo nero focato, dolce e giocherellone, dalla razza ancora sconosciuta in un paesino come il mio dove, circa 30 anni fa, il solo pronunciare la razza straniva le persone che per strada chiedevano che cane fosse.
Con Argos mio padre abbandonò definitivamente l’ambiente della caccia e si avvicinò ai molossoidi facendomi scoprire quello che oggi è il mio mondo.

Le domeniche si passavano in esposizione o alle prove di lavoro per imparare, documentarsi e vedere cosa questi magnifici cani possono fare.
Il tempo passava e Lola, con molto dolore, ci lasciò. Arrivò Nikita a far compagnia ad Argos, una femmina di Rottweiler proveniente da linee da lavoro tedesche, un soggetto dall’equilibrio tempra e temperamento mai visti.
E mentre il tempo passava la mia passione cresceva e un giorno, una delle Santa Lucia (da noi si festeggia S. Lucia e non babbo natale) mi trovai fra i regali una scatola con all’interno delle miniature di cani rappresentanti tutte le razze.
Ricordo come fosse oggi che giocavo con mio padre a "l’interrogazione cinofila" in cui lui mi indicava un cane e io dovevo dire la razza esatta.


Fra tutte quelle miniature, oltre al Rottweiler, un’altra rubò una parte del mio cuore: L’American Staffordshire Terrier.
E con lei le parole di mio padre: ‘’quando sarai grande e Nikita e Argos non ci saranno più, prenderai la razza che più ti appartiene’’.
Cosi fu detto e cosi fu fatto e oggi quella miniatura di Rottweiler è sulla scrivania del mio ufficio, sempre vicina al cuore, dove un angolo ancora oggi e’ nerofocato.
Passati 11 anni dall’arrivo di Argos e 13 da Nikita, purtroppo, ci lasciarono.
Nikita ci lasciò mostrandoci fino alla fine quanto fosse speciale: a 13 anni accolse con amorevole tenerezza di mamma la nuova arrivata, l’American staffordshire Terrier di casa, Margot.

E da qui, un nuovo percorso, una nuova avventura, un nuovo mondo ebbero inizio. Ecco perché l’unica risposta che so dare a quelle domande è: "come vivere senza un cane?"
e alla domanda: "come fai a vincolare la tua vita ai cani?" La mia risposta è: "
non lo so".


Non so cosa mi spinga ad amare in modo cosi profondo e viscerale queste meravigliose creature, quello che so è che accanto a loro ho vissuto le emozioni più vere, profonde e indescrivibili che si possan vivere.
Con loro ho imparato cos’e’ la vita, come si viene al mondo e come madre natura ci abbia donato la capacità di amare cosi profondamente.
La prima cucciolata che vidi e che vissi appieno avevo solo 5 anni ma l’amore vero l’ho imparato guardando lei coi suoi cuccioli e facendole da balia, nel mio piccolo, aiutandola ad allattare i suoi piccini.
Le stesse emozioni le ho rivissute, come in una moviola riavvolta, con Margot. Lo assicuro, vedermi commuovere con le lacrime non è facile, ma loro sanno toccare anche quel tasto in me.

Quindi il motivo esatto non lo so e non lo saprò mai ma quello di cui son certa è che loro ci sono sempre stati e ci saranno sempre accanto a me.

Nei momenti difficili attraversati lontano da casa, nei momenti di sconforto e di difficoltà a consolarmi in ogni istante ho sempre avuto Margot al mio fianco.
Molte persone si sono susseguite: amici, conoscenti, colleghi, famigliari, ma i miei cani son sempre rimasti una costante.
L’unica cosa che vorrei è render loro lo stesso amore che incondizionatamente mi danno e mi hanno sempre dato.
Troppo spesso mi imbatto in persone che vorrebbero un cane solo per moda, o per relegarlo in qualche capannone a intimorire gli sconosciuti o, ancor peggio, per immedesimarsi allevatori.
Meno spesso mi imbatto in persone che vorrebbero un cane per aggiungere un componente alla famiglia, magari anche solo per compagnia, altre per farci lavoro, altre ancora per trovare il loro inseparabile compagno di vita, come me d'altronde.
A tutte queste persona brillano gli occhi, lo desiderano ardentemente e col cuore e questo è quello che cerco nei futuri proprietari dei miei cani.
Cerco di selezionare accuratamente i futuri padroni, i futuri componenti della nostra grande famiglia.

Non mi considero un’allevatrice, un allevatore vive sui cani e fa dei cani il suo lavoro; mi considero un’amante eterna studiosa di questa favolosa razza.
Sono convinta che ogni singolo cane debba esser VISSUTO e non solamente posseduto.
Solo vivendolo si scopriranno i lati del loro carattere, le loro abitudini e attitudini.
Vivendolo si scoprirà che il legame profondo col nostro fidato amico è come un filo conduttore con il nostro cuore e il suo cuore, che battono all’unisono e viaggiano alla stessa velocità.
Viverlo ci insegnerà che ogni cane e’ unico e inimitabile in tutte le sue sfaccettature, proprio come le persone. Quello più dolce e coccolone, quello più protettivo, quello che ama la sua famiglia e non vuole estranei, quello che ama tutti , quello che preferisce fare ore di lavoro e quello che dormirebbe tutto il giorno.

Per vivere un cane serve tempo ma per allevare servon molti cani; per questo motivo non mi reputo allevatrice:

Pochi cani ma vissuti appieno.

P
oche cucciolate ma seguite appieno.

Un lavoro per poter mantenere i miei cani e non il contrario.


Questo è quello che mi sento di fare per dimostrare loro la mia gratitudine.
Con tutto ciò che mi è stato dato da loro non potrei mai rinchiuderli in box tutto il giorno negandogli il profumo di casa, negandogli i giochi quotidiani, le carezze, le coccole e soprattutto negandogli uno scopo nella loro vita.
Non potrei mai considerarli dei numeri e soprattutto non potrei mai non viverli in tutte le loro sfaccettature.
Non potrei mai dimenticare la vera razza quale è l’amstaff e adeguarmi alle richieste di mercato.
Non è facile, perché la vita di tutti i giorni è padrona della frenesia e del tempo che non basta mai.

Almeno però, ci provo.

E ringrazio i padroni dei miei cuccioli, persone speciali e fantastiche, alcune divenuti amici di vita e compagni di innumerevoli momenti piacevoli e indimenticabili.
La mia famiglia che condivide con me ogni istante della mia passione, mio padre in particolare, fulcro di ogni mia decisione e punto di riferimento da sempre.


E i miei cani: Grazie per il solo fatto d’esistere.

Elena




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